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martedì 1 luglio 2008

Ennesimo caso di vergogna amministrativa a Firenze

“IL CALDO HA DATO ALLA TESTA AGLI AMMINISTRATORI DEL PD”

“Invece di dare risposte serie e concrete ai cittadini di Firenze in termini di sicurezza e decoro della propria città, l’Assessore Cioni ( il famoso sceriffo dei lavavetri) “assolda” un manipolo di senegalesi con la qualifica di “ausiliari di mediazione sociale”. Una vergogna ed una umiliazione per i tanti giovani della nostra città ancora senza lavoro e per i residenti del centro costretti a convivere con sporcizia, illegalità diffusa e paura continua”.

Angelo Pollina – consigliere regionale di Forza Italia del Popolo della Libertà – giudica incomprensibile e strampalata l’iniziativa “degli angeli neri”, che il Comune di Firenze ha istituito spendendo soldi pubblici a beneficio di non precisati “cittadini senegalesi che da tempo vivono a Firenze”.

“Il PD è allo sbando”, come affermano esponenti del calibro di Erasmo D’Angelis (presidente commissione tramvia della Regione) e Matteo Renzi, (presidente della Provincia) entrambi della Margherita, “non solo all’interno del partito, anche nelle istituzioni i suoi rappresentanti non sanno più cosa inventarsi per essere “originali” e conquistare le pagine delle cronache nazionali”.

Si vede – aggiunge Angelo Pollina, vice-presidente regionale PDL – che il caldo di questi giorni ha colpito anche chi amministra il Comune di Firenze. Non è infatti accettabile che il Comune trovi lavoro a dieci senegalesi, in maniera del tutto arbitraria, allo scopo di mediare e convincere i connazionali recidivi e ormai abituati a delinquere a pentirsi e tornare sulla retta via.

Siamo all’assurdo e alla presa di giro dei cittadini di Firenze che devono fare tesoro di questa, come di altre iniziative del Comune, per orientare meglio il loro voto in vista delle prossime elezioni amministrative del 2009”.



Difatti l’hanno conquistata: son capitati su molti siti web qualificandosi per la loro insipienza e stupidità di molti concittadini indignati… Così come l’hanno indegnamente conquistata i signori del CSM che intendevano arrogarsi il diritto di censurare di incostituzionalità il disegno di legge del Governo, diritto non proprio. Bene il saggio Presidente Napolitano a bacchettare quel covo di toghe rosse.

frazzurro



Vuoi commentare l’argomento ? invia anche una e mail : a.pollina@consiglio.regione.toscana.it

sms :339 2660648

domenica 10 febbraio 2008

Handicap: la sfida dei "Ragazzi di Sipario"

– Un esempio che merita essere replicato -
La sfida lanciata appena tre mesi dall’apertura al pubblico del ristorante “I ragazzi di Sipario” a conti fatti pare stia vincendo. Il ristorante, esperienza unica in Italia, gestito da ragazzi con disabilità intellettiva e sensoriale che si chiama “I ragazzi di Sipario” ogni giorno fa il pienone. E’ situato nel cuore di Firenze, in quel borgo che nell’alto medioevo era fuori dalle mura. Il quartiere è noto per aver dato i natali a Vasco Pratolini dove, proprio in quell’antico quartiere, svolse per un certo tempo l’attività di cameriere di ristorante, divenendo poi famoso col romanzo “Le ragazze di San Frediano”.

Sarà il costo contenuto di un pranzo completo (10 euro), sarà la gioiosa atmosfera familiare che in esso si respira, fatto sta che il ristorante da 40 coperti già viaggia a pieno regime. In esso ci lavorano 17 ragazzi entusiasti di questa attività, coordinati da un “maitre” e da uno “chef” professionali. La brillante idea partorita dalla fervida mente di una famiglia, anch’essa colpita dello stesso “problema”, col sostegno della Cassa di Risparmio, ha lo scopo di avviare i ragazzi al mondo del lavoro, dando loro la meritata dignità di persone capaci. Quasi tutti provengono dalle scuole alberghiere o sono stagisti.

I ragazzi, animati da spirito di squadra e volontà di apprendere, accolgono i clienti del quartiere ma anche turisti, tanto che periodicamente i più dotati, seguono lezioni di inglese sul posto. Varcare la soglia del ristorante in via dei Serragli 104 per me ha significato entrare a contatto con un mondo in cui ogni disabilità è superata dai sorrisi e dall’impegno che questi giovani mettono nel loro lavoro.

In breve tempo questo “endroit” è diventato anche un luogo di aggregazione dove cordialità, calore umano, ambiente ospitale e convivialità rievocano il piacere di un tempo: quello di stare insieme, creando nuove possibilità di socialità legata al momento del pasto. Il progetto, secondo il presidente Marco Martelli Calvelli, ha un duplice scopo: rendere questi ragazzi protagonisti del proprio destino e mettere fine all’epoca dell’assistenzialismo dove il disabile è visto come soggetto passivo di solidarietà.

Il nobile fine che si propone una tale iniziativa, può rappresentare uno dei tanti esempi di imprenditorialità da poter essere replicata in ogni ambito del nostro Paese.

Francesco Pugliarello